Le Fiat 600 elettriche del comune di Palermo all’asta

Le Fiat 600 elettriche del comune di Palermo all’asta

Ecco un esempio di sana amministrazione pubblica

da in Fiat, Fiat 600, Utilitarie
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    La Fiat 600 elettrica del Comune di Palermo messa all'asta, insieme ad altre 87, per 100 euro ciascuna

    Ecco un esempio di spreco di denaro pubblico, scenario la Sicilia, protagonista, il Comune di Palermo che nel 1998 acquistò 88 Fiat 600 elettriche da destinare alla mobilità, all’interno del centro storico del capoluogo siciliano, con l’intento di abbattere l’inquinamento atmosferico.

    Il costo di tutta l’operazione, più di un milione e mezzo di euro, che all’epoca ammontavano a 3 miliardi e 400 milioni di lire, insomma, ogni vettura costò, ai tempi, oltre 40 milioni di lire. Dopo l’enfasi che all’epoca si diede all’investimento, in soli due anni le city car elettriche furono abbandonate in un apposito spazio, adesso qualcuno se ne ricorda e le mette all’asta per 100 euro ciascuna. Una cifra ridicola, che difficilmente, durante la trattativa, si avvicinerà al valore di mercato di queste vetture, sia pure usate. Le offerte non mancano, anche se a detta del Comune tali vetture hanno bisogno di alcuni ripristini necessari atti a rimetterle in marcia.

    Insomma, a stare a sentire le dichiarazioni dell’ex assessore Ambiente del Comune di Palermo, quando la Fiat smise di provvedere alla manutenzione di questi mezzi, gli stessi non sono stati più utilizzati e si è preferito abbandonarli in un autoparco,

    “Dal 2001 in poi la manutenzione fu a carico del comune – ricorda Avanti – Per ripararle dovevano essere portate in Campania con costi eccessivi e allora non si utilizzarono più, anche perchè spesso l’impianto elettrico dava problemi. La Fiat tra l’altro smise di produrle nel 2002 e l’amministrazione smise di utilizzarle due anni fa”. “Abbiamo cercato di cederle in permuta – conclude – ma non le ha volute nessuno, allora è stato deciso di metterle all’asta. Chi le compra probabilmente lo farà per la carrozzerie, riparare l’impianto elettrico ha un costo elevato”.

    Insomma, non un minimo di programmazione in sede di primo investimento, per’altro anche cospicuo per un’Amministrazione Locale, non un minimo di cura nel prevedere i destini che queste auto avrebbero fatto di lì a poco e la consapevolezza, oggi, di aver di fatto bruciato oltre 3 miliardi e mezzo di lire di quasi 10 anni fa, tempo in cui, certe somme erano davvero tante, per un Comune, per’altro, che non è mai stato ai vertici del benessere economico.

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