Le politiche da 3,0 litri di cilindrata

Le politiche da 3,0 litri di cilindrata
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    Auto blu

    L’ultima Finanziaria emanata dal Governo, ha fatto discutere per mesi sulla necessità di raddoppiare il gettito previsto per le casse dello Stato dagli iniziali 15 miliardi ai 30 e cocci finali; motivo, far ripartire l’economia, sanare in parte il debito pubblico e chi più ne ha più ne metta; ai cittadini, una raffica di aumenti, dalle tasse ai tributi locali, alle accise e vari predicozzi. In questo clima di austerity stride di moltissimo il bando di gara dell’Amministrazione della Regione Veneto atta a svecchiare il proprio parco auto….

    E così, a fronte delle 15 Lancia Thesis 2.400 turbodiesel, in forza all’amministrazione, la stessa richiede vetture, senza che,per una Legge comunitaria, si specifichi il modello ma che, come minimo, abbiano le seguenti caratteristiche:
    Cilindrata: 3.000 c.c. circa, alimentazione diesel, trazione integrale, lunghezza non inferiore a 480 cm., larghezza minima 180 cm. (retrovisori esclusi).Indispensabili: selleria in pelle, climatizzatore automatico, navigatore satellitare, sensori parcheggio, presa accendisigari posti posteriori, vetri posteriori scuri e tendina parasole posteriore.

    A questo punto, una riflessione sorge spontanea; perché i nostri amministratori locali hanno bisogno di una 3,0 litri per spostarsi, quando i limiti di velocità delle strade dovrebbero valere anche per loro, ovvero, a che velocità vorrebbero andare con una 3,0 litri.

    Perché è ritenuto indispensabile l’accendisigari posteriori, visti i continui predicozzi che ci fanno sui divieti di fumo e, se vogliamo essere odiosamente pignolissimi, restando sulla Legge Sirchia del 2004, a proposito dei divieti di fumo, nessuno in quelle auto potrebbe permettersi il lusso di fumare, per lo stesso principio applicato al divieto in vigore sui treni con l’eliminazione degli scompartimenti fumatori per il semplice fatto che avrebbe costretto il personale viaggiante alle esalazioni prodotte dei fumatori. Atteso che i nostri amministratori utilizzano autisti pagati dalla collettività, dovrebbe valere per questi lo stesso principio, per cui, l’accendisigari posteriore, che entra nella dotazione indispensabile di queste auto, sarebbe da escludere.

    Ma c’è dell’altro e che indica come sia facile predicare bene e razzolare malissimo. Qualcuno ci dica se fra le auto papabili in questo bando di gara potrà esserci una vettura italiana. A naso diremmo di no, ovvero, che un’auto nazionale non racchiude in sé tali caratteristiche richieste, per cui si finirà per privilegiare, al solito, AUDI, BMW e Mercedes.
    E di fronte a tanto spreco di pubblico denaro, ci fa impressione apprendere che la Regione Campania nel 2004 ha speso la bella cifra di 4 miliardi e mezzo di vecchie lire, quasi, 2 milioni e 120 mila euro, solo per gestire il proprio parco auto, ma come, proprio la Campania che non riesce a smaltire i propri rifiuti, distribuendoli in tutto il Continente, trova il modo di riciclare con facilità il proprio parco auto comprandone di nuove?

    E’ a questo punto che il pensiero va al recente intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, quando invita i giovani a non allontanarsi dalla politica, con l’auspicio, anzi, ad avvicinarsi ad essa…. Avvicinarsi ad essa? Viene da chiedersi, ma si, anzi se possibile, tendessero i giovani ad entrare in massa proprio nei piani alti della politica, perché uno Stato che non garantisce neanche la sopravvivenza ai ricercatori, con stipendi da fame e contratti della durata di qualche mese e poi lo spettro della disoccupazione, a giovani e meno giovani italiani, null’altro resta da fare che puntare alla politica, quella degli stipendi d’oro e delle auto da almeno 3,0 litri di cilindrata.

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