Migliori supercar del 2013, la classifica

Migliori supercar del 2013, la classifica

Si sta per chiudere il 2013, qual è stata la migliore supercar vista in questi 12 mesi

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    migliori supercar 2013

    Tra le classifiche delle migliori auto del 2013 non poteva certo mancare quella riservata alle supercar. Le big più attese sono state presentate tutte al Salone di Ginevra a marzo, con l’eccezione della Porsche che ha lasciato fosse l’appuntamento di casa a Francoforte il palcoscenico per il debutto della 918 Spyder.
    Cinque modelli si posizionano al vertice della classifica e sebbene sia particolarmente impegnativo stilare una graduatoria assoluta, proveremo a farlo accompagnandola ad altre valutazioni su fattori chiave per una vettura ad altissime prestazioni. Qual è la miglior supercar dell’anno? Scopriamolo.

    Al Salone di Ginevra 2013 l’avvicinamento all’ora clou è stato progressivo. Tre cartucce in serie, sparate nella speranza che la propria fosse quella definitiva. Lamborghini, McLaren, Ferrari. Veneno, P1, LaFerrari. Le tre protagoniste assolute prima che si aprissero le porte del Salone alla stampa erano loro. Sollevati i veli sulle hypercar, ne è rimasta solo una.
    Il primo colpo al cuore è arrivato con la Lamborghini Veneno, il modello del Cinquantenario, quello che deve incarnare i valori tipici Lamborghini. Ha colpito decisamente nel segno, lasciando a bocca aperta tutti, almeno per un paio d’ore.
    Quando sembrava che ci sarebbe stato un ex aequo nell’assegnazione di palma di più bella del Salone, il velo rosso col Cavallino si è sollevato. A parlare sono stati i click delle macchine fotografiche e i flash. LaFerrari aveva ridisegnato per l’ennesima volta il concetto di hypercar.

    A Francoforte, in settembre, altre due primedonne si sono aggiunte alle fantastiche tre: Porsche 918 Spyder e Ferrari 458 Speciale. Se quest’ultima paga dazio in termini di potenza assoluta, certo riesce a giocare le proprie carte in termini di design, contenuti tecnici ed estremizzazione del progetto.

    Design

    1. Ferrari LaFerrari

    Con le esigenze aerodinamiche a dettar legge, disegnare forme affascinanti, emozionali, raffinate, spesso con è cosa semplice. La Ferrari Enzo l’ha dimostrato 11 anni fa, pur essendo l’eccellenza a quel tempo, le linee dovettero piegarsi alla funzione. LaFerrari fa invecchiare clamorosamente qualunque altra hypercar, proprio per la capacità di coniugare bellezza, ricercatezza, forme morbide e squadrate. Il frontale con il supporto centrale a mo’ di ala, gli sfoghi d’aria sul cofano, i passaruota scavati per convogliare l’aria al meglio lungo la fiancata. Quella fiancata cesellata come fosse terracotta. Eleganza da granturismo e aerodinamica estrema da Formula 1 convivono al meglio.

    2. McLaren P1

    Si avvantaggia delle forme arrotondate, ma rispetto a LaFerrari paga soluzioni più “convenzionali”. Ancora una volta, è il profilo dell’auto a fare la differenza. La lavorazione delle superfici sulla F150 non è replicata dalla P1, meno estrema. Ha un proprio marchio di fabbrica comunque la vettura di Woking, ovvero, il grande scarico al centro del retrotreno, ricordo della McLaren F1 dei primi anni Novanta. Originale anche la scelta dei gruppi ottici anteriori con la stessa forma del logo McLaren, a boomerang.

    3. Porsche 918 Spyder

    Tra le hypercar è l’unica a proporsi in soluzione Targa, con la porzione di tetto removibile. La 918 Spyder sa entusiasmare per alcuni dettagli, pur restando complessivamente un gradino più in basso rispetto a LaFerrari e P1. Sarà per il suo essere quasi una “normale” Gt, ma non scatena l’entusiasmo della Ferrari o Mclaren. Certo è da applausi l’idea di posizionare gli scarichi in posizione alta, praticamente dietro ai poggiatesta, lasciando il diffusore libero e dando l’idea che i gas caldi possano effettivamente regalare carico aerodinamico soffiando sull’alettone posteriore. Quel posteriore sì da hypercar, mentre un frontale piuttosto tradizionale la penalizza nella lotta al vertice.

    4. Ferrari 458 Speciale

    L’evoluzione della berlinetta a motore centrale sfoggia le sue carte migliori in un affinamento generale del progetto. Le linee, già fantastiche, accolgono modifiche che sanno spiegare al meglio quanto sia un’auto che cerca la prestazione assoluta. L’aerodinamica attiva, con il frontale caratterizzato dal gradino al centro e le paratie mobili, le aperture davanti alle ruote per ottimizzare i flussi dell’aria, o ancora gli sfoghi accanto ai gruppi ottici anteriori, o quello al centro del cofano: la Speciale sa essere estrema con assoluto stile.
    Non è da meno il posteriore, riscritto dal diffusore con alette mobili e i due terminali di scarico accentrati.

    5. Lamborghini Veneno

    Bella? No. Appariscente? Tantissimo. A seconda del concetto di stile e design che guida le vostre scelte, la classifica potrebbe benissimo essere invertita se in una hypercar cercate lo shock e l’esagerazione. I tratti delicati di Ferrari e McLaren sono solo un ricordo. Spigoli, linee decise e nette, taglienti.

    La Tradizione Lamborghini (Miura a parte) è questa. La Veneno non poteva tradirla per i 50 anni, così basta osservare il frontale per capire quanto sia vicina più a un aereo Stealth che a una quattro ruote. Tempestata di aperture sul muso, anche la fiancata e la coda seguono lo stesso concetto stilistico. Persino i cerchi in lega hanno il perimetro carenato con feritoie intorno. Evidenti le esigenze aerodinamiche, per lo smaltimento del calore dei freni.
    Nel complesso la Veneno è la meno aggraziata delle cinque.

    Tecnica
    Come fai a classificare la perfezione?
    1. Ferrari LaFerrari – McLaren P1
    Telaio in fibra di carbonio, al pari della carrozzeria. Sistema Kers per il recupero dell’energia. A voler esser pignoli, mettiamo davanti LaFerrari per quei 47 cavalli extra erogati dal motore, anche se il risultato della P1, con il piccolo 3.8 litri biturbo è tutt’altro che trascurabile. Comparabili anche le soluzioni aerodinamiche, con il diffusore posteriore molto simile nelle forme e dimensioni. Ancora un’inezia avanti la Ferrari se si pensa alla gestione dinamica dei flussi, con paratie mobili sul muso e sul fondo. In McLaren, notevole la soluzione e dimensione dell’aerofreno.

    3. Ferrari 458 Speciale

    E’ l’auto stradale con il motore aspirato dal rapporto cavalli/litro più alto della storia. La ricerca sul V8 ha portato a 605 cavalli di potenza massima, che fanno 135 cv/litro. Le prestazioni migliorano conseguentemente, segnando uno zero-cento da 3 secondi netti e uno zero-200 da 9.1 secondi. Oltre al propulsore si è lavorato alacremente per ridurre il peso, tagliando ben 90 kg dalla 458 Italia, certo non un crossover quanto a peso. Così i 1290 kg complessivi lasciano davvero impressionati, al pari dell’aerodinamica esasperata per una granturismo a motore centrale: deviatori di flusso, aerodinamica attiva all’anteriore come nei canali del diffusore, la Speciale è un concentrato di tecnologia.

    4. Porsche 918 Spyder

    Sfoggia, al pari di LaFerrari e P1, l’unità elettrica abbinata al motore termico, un otto cilindri aspirato da 4.6 litri e 608 cavalli, per l’esattezza 2 cavalli al litro meno potente nel confronto con la 458 Speciale. Ma dalla sua la 918 Spyder ha una gran carta da poter giocare: due motori elettrici, installati sui due assi, le permettono di muoversi per 32 km in modalità elettrica, qualcosa che manca alle altre hypercar.
    Certo, sconta un peso decisamente importante, con i suoi 1690 kg, tuttavia, gli 887 cavalli complessivi le assicurano numeri di prim’ordine: oltre 340 km/h, zero-cento in 2″8 e 0-200 in 7″9. Anche sulla tedesca l’aerodinamica è attiva, con l’ala posteriore regolabile su diversi angoli di inclinazione.
    Finisce solo al quarto posto per quel peso troppo elevato quando si va a ricercare l’estremizzazione in ogni settore, conseguenza chiara dell’adozione dei due motori elettrici e di un pacco batterie chiamato ad assicurare anche la mobilità a zero emissioni.

    5. Lamborghini Veneno
    Anche lei interamente in fibra di carbonio, paga l’assenza di un sistema intelligente come il Kers e la potenza ampiamente inferiore alle concorrenti. Settecentocinquanta cavalli non sono certo pochi, ma comunque inferiori agli 800 espressi dall’unità termica de LaFerrari. Un plauso per l’aerodinamica da prototipo, sottolineata dalla pinna longitudinale, dall’alettone anteriore con paratie laterali e dagli sfoghi d’aria calda sul cofano motore.

    Interni

    interni Lamborghini Veneno

    1. Lamborghini Veneno e Porsche 918 Spyder

    Prototyp 918 Spyder

    Si prendono la rivincita, Lamborghini e Porsche, quando arriva il turno degli interni. Beneficia della cura più da granturismo, con una plancia centrale enorme e derivata da altri modelli di casa Lambo, la Veneno. . E’ così che dev’essere una hypercar? Forse no, però nel complesso è l’abitacolo più accogliente e meglio “riempito” che si sia visto a Ginevra 2013.
    Stesse valutazioni per la 918 Spyder, che sposa tradizione e innovazione al meglio. Gli elementi circolari dietro al volante fanno immediatamente capire che ci si trova su una Porsche, mentre lo splendido tunnel centrale sospeso proietta nel futuro.

    3. Ferrari LaFerrari

    interni LaFerrari

    In realtà dovremmo dire degli interni essenziali il giusto, tecnologici e curati della supercar di Maranello che sono (questi sì), quel che ti aspetteresti da un’hypercar. Volante con la corona tagliata, strumentazione digitale dietro al volante, profilo sul tunnel con i pulsanti del launch control, soluzione a sviluppo orizzontale per l’intera plancia. Insomma, tutto al suo posto.

    4. McLaren P1

    interni McLaren P1

    Troppo carbonio a vista, un volante meno ricercato delle altre due concorrenti. Piace molto la plancia sospesa, protesa verso il guidatore e con un grande schermo al centro. Ecco, non è l’abitacolo di una granturismo e nemmeno di una hypercar. Forse è questa commistione di stili a relegarla dietro a Lamborghini, Porsche e Ferrari.

    5. Ferrari 458 Speciale

    Ferrari 458 Speciale, interni

    Un prodotto che nasce per spremere il massimo delle prestazioni da una granturismo due posti a motore centrale, necessariamente deve cedere qualcosa quando si tratta di analizzare gli interni. Essenziali, spogliati del superfluo (e già sulla 458 Italia non è che fossero riempiti di pelle e confort “inutili”) pagano dazio nel confronto a cinque: la funzionalità prima dello stile, sembra esser stato questo l’obiettivo nella loro realizzazione.

    Il verdetto
    Tutto considerato, se dovessimo eleggere una top 5 delle migliori supercar viste nel 2013, probabilmente daremmo la palma di numero 1 alla Ferrari LaFerrari, seguita da McLaren P1, Porsche 918 Spyder, Ferrari 458 Speciale e Lamborghini Veneno.

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