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Multe autovelox e non solo: record di aumenti in Italia

Multe autovelox e non solo: record di aumenti in Italia
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    autovelox auto senza assicurazione

    Come se non bastassero i continui rincari delle polizze assicurative, del prezzo del carburante, delle tasse sull’auto. In Italia c’è un altro triste primato, quello di paese europeo più tartassato dalle multe negli ultimi 10 anni. Possibile che in dieci anni l’automobilista medio sia passato da un comportamento al volante irreprensibile a un pericoloso pirata?
    Difficile da credere, così appare un’altra lettura dei dati del Centro studi e ricerche sociologiche Di Benedetto: elevare contravvenzioni è diventato nel tempo un malcostume generalizzato per far cassa.

    In dieci anni l’aumento delle multe in Italia è stato del +1.512%. Per dare un’idea, i paesi dell’Europa centrale nostri “vicini di casa” hanno visto incrementi del +46% in Francia, +44% in Spagna, +41% in Belgio e un misero +23% in Germania. Come si spiega quindi il dato italiano? Le campagne di sicurezza stradale, vessillo spesso sbandierato per posizionare autovelox “trappola”, con l’incremento evidenziato dalla ricerca commissionata dall’Associazione contribuenti italiani verrebbe da dire che si sono risolte in un nulla di fatto, quanto a sensibilizzazione degli automobilisti.

    Ma non è questa la realtà. Gli incidenti sono in lenta diminuzione e l’incremento delle contravvenzioni si spiega in termini assai più bassi. In dieci anni abbiamo scoperto la truffa dei semafori truccati, con le alcune aziende produttrici dei sistemi di rilevamento delle infrazioni che andavano a tarare le macchine apposta per mettere nella rete gli ignari automobilisti, dividendo gli incassi delle multe con le amministrazioni comunali.

    Anche il posizionamento degli autovelox è stato selvaggio, nascosti nelle zone più impensabili pur di far cassa. Perché le campagne di sicurezza stradale diventino veramente effettive, oltre a sanzioni aspre e controlli attenti, serve provvedere alla manutenzione di una rete stradale fatiscente e aggiornare limiti di velocità per nulla rappresentativi della realtà.

    L’automobilista che incontra un limite di 50 km/h su una rampa d’accesso dell’autostrada tenderà naturalmente a non osservarlo, perché irrealistico rispetto alle condizioni della strada. Se, invece di un improbabile limite di 50 orari, si indicasse un limite più alto e veritiero, allora si rispetterebbero in maniera rigorosa, perché consapevoli che oltre ci si troverebbe in situazioni di pericolo.

    Gli automobilisti multati, da quanto emerge dalla ricerca, quasi mai pagano la contravvenzione senza prima effettuare ricorso. Ben l’80% dei multati si rivolge al prefetto o al giudice di pace. Una strada che negli ultimi anni si è cercato di disincentivare per le contravvenzioni dagli importi minori, visti i costi che il ricorso presenta.

    Il dettaglio delle multe sul territorio italiano, poi, vede al primo posto quanto a incremento percentuale in dieci anni le regioni del nord est, con un +1.534%, seguite dalle regioni del centro Italia con +1.515%, il nord ovest a +1.501%, mentre il sud e le isole sono le aree con l’incremento “minore”: rispettivamente +1.496% e +1.432%.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Autovelox e TutorCodice della stradaConsigli e GuideIncidenti AutoMulteSistemi di sicurezza Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:20

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