Pagani Zonda Revolucion, 800 cavalli per stupire ancora: prezzo e caratteristiche [FOTO e VIDEO]

Pagani lancia l'ennesima Zonda, questa volta è la Revolucion

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    Pagani Zonda Revolucion: solo per pochi eletti

    «Ancora un’altra?». Legittima domanda di chi si trova a leggere dell’ennesima Pagani Zonda, la Revolucion. Ma esiste sempre un buon motivo per raccontare le creature di Horacio Pagani, fosse anche la più longeva hypercar mai prodotta.

    L’ultima nata prova a stupirci toccando le corde della tecnica più sopraffina, perché di rivoluzionario, nel design, c’è davvero poco. D’accordo, livrea specifica sulla splendida carrozzeria in carbonio, rigorosamente a vista, ma non sta lì l’essenza dell’ultima Zonda. Si deve andare a fondo, sotto pelle, per scoprire come cambia e perché può considerarsi una Formula 1 con targa e fanali.

    «Sempre lo stesso motore?». Anche a questa domanda, tocca rispondere con un «sì, ma…». Dodici cilindri a V, 6 litri di cubatura, Amg come fornitore. E’ lo stesso propulsore adottato sulla Zonda R, cronologicamente penultima esagerazione targata Pagani. Questa volta, però, si sale con la cavalleria, toccando quota 800 e 730 Nm di coppia massima.

    E se aumentano i cavalli, il peso diminuisce ancora, fino a raggiungere i 1070 kg, numeri da utilitaria senza troppi optional. Il telaio monoscocca in carbonio è stato impreziosito da elementi in titanio e per scaricare a terra tutta la potenza della Zonda Revolucion si è fatto ricorso all’elettronica più raffinata, con un controllo di trazione forte di ben 12 settaggi.

    Per fermarsi fa affidamento su freni carboceramici, resi più leggeri del 15% rispetto alla Zonda R e in grado di assicurare una durata maggiore. La riduzione di peso è considerevole, tanto più se si considera ottenuta su masse non sospese.

    Se possibile, un componente rimasto “indietro” è il cambio, semplicemente un sei marce sequenziale… in grado però di innestare i rapporti come fossero fucilate a raffica: due centesimi di secondo per il passaggio da un rapporto all’altro. Formula 1? La miglior approssimazione.

    Che la massima formula dell’automobilismo sia l’ambizione malcelata della Zonda Revolucion lo conferma l’aerodinamica. L’ala posteriore sfoggia un sistema assimilabile al Drs delle monoposto, in grado cioè di variare l’incidenza per privilegiare il carico aerodinamico o la minima resistenza all’avanzamento. Si attua idraulicamente, gestibile dal pilota o in automatico, e va anche oltre la F1. Non solo assume un angolo di incidenza minimo per ottenere la velocità massima più elevata, ma svolge anche funzioni di aerofreno: l’esatto opposto, con il massimo dei gradi opponibili.

    Ultima nota, il prezzo. Avete 2 milioni e 200 mila euro da spendere? Bene, conservateli, perché la Zonda Revolucion sarà prodotta in appena 5 esemplari e c’è da giurare già tutti venduti.