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Parcheggi intelligenti sul modello inglese

Parcheggi intelligenti sul modello inglese
da in Blocco traffico, Curiosità Auto
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    Il parcheggio intelligente in Inghilterra

    Immaginate di entrare con la vostra auto in un parcheggio, noto per la scarsa disponibilità di posti; è in quell’occasione che in noi si scatenano ancestrali istinti di caccia, veramente più appannaggio dei felini che dell’umana specie!

    Accediamo nell’area, quatti, quatti, lanciando uno sguardo a perdita d’occhio sperando di avvistare una preda, rappresentata da un varco fra due auto in sosta. Riuscita a localizzarla, a questo punto, acceleriamo, anche se nessuno pare competere con noi per accaparrarci l’amato bene; ma era soltanto un’illusione, il varco non esiste, o meglio, è occupato da un’auto in sosta che, dalla nostra posizione, non potevamo vedere.

    E’ allora che in noi si agita uno stato misto a rabbia e frustrazione, con la consapevolezza interiore, che qui, non riusciremo mai a parcheggiare la nostra auto e cominciamo a girare attorno all’area, come esseri alienati che mirano al nulla, sperando in un miracolo, evidenziato, eventualmente, da qualcuno che si decida a lasciare il suo posto a noi.

    E’ lì che il malcapitato tornato in auto per riporre qualcosa al suo interno, dovrà destreggiarsi con mosse convincenti, per significarci che il posto non intende lasciarlo, contrapponendosi alla nostra fame di stalli, vista la nostra perentorietà nel richiamare la sua attenzione.

    Dunque, continuiamo a perlustrare lo spiazzo, sicuri che un varco per noi esista, ma ecco sopraggiungere un altro predatore, con la nostra identica indole da assetati cacciatori di posti auto. Da subito, fra di noi, non scorre buon sangue, anzi, cominciamo ad imballare il motore, a folle, per fargli capire che prima di lui, lì, in quel maledetto posto, siamo venuti noi a sondare la grandezza degli stalli per la nostra auto e che dunque non gli sarà consentito sperare di superarci e magari approfittare di un attimo della nostra disattenzione per soffiarci lo spazio, un attimo prima. Perché l’han fatto entrare, il vile impostore, se prima di lui, c’è chi non ha soddisfatto ancora la propria fame di prede?

    Andiamo avanti così per un bel po’, eppure, nessuno ci ha detto,anche se dovevamo immaginarlo da noi, che il piano soprastante è quasi del tutto vuoto, ma è qui, dove siamo approdati, che vogliamo si compia il miracolo; apporre il nostro vessillo da conquistatori, ma non riusciamo, non ci resta, allora, altro da fare che andare più su e posteggiare con calma e molto delusi, la nostra vettura.

    Ma questo scherzetto, ha consumato le nostre energie,oltre ad un quartino colmo di benzina e abbiamo immesso nell’aria, soprattutto quando volevamo evitare di farci sopraffare, un buon etto di inquinanti e per di più, inutilmente.

    A toglierci, per il futuro dai guai, ci penseranno i serafici anglosassoni, che mentre noi ci scervellavamo interpretando le movenze dei proprietari delle auto in sosta, per subentrare al loro parcheggio, hanno inventato la sosta intelligente e l’hanno applicata, per primi, all’aeroporto di Heathrow.

    Non solo è possibile evitare di scordarsi dove diavolo possa essere finita la nostra auto, dopo essere entrati in un labirinto di scale, cunicoli, dedali inestricabili per guadagnare l’uscita a piedi, grazie ad una mappa in tre dimensioni che si materializza ai nostri occhi appena ritirato il ticket d’ingresso ma, addirittura, al momento di accedere all’interno dell’area di sosta, analoga mappa, ci indicherà, per filo e per segno, il posto più vicino alla nostra posizione da raggiungere, per lo più coadiuvati in questo da un intuitivo sistema di frecce e freccette.

    A inventare l’ennesima diavoleria elettronica la Siemens, azienda leader in tecnologia di questo tipo e non solo, che, mediante un complicato sistema di sensori e algoritmi, legge la targa dell’auto che si appresta ad entrare e la conduce, virtualmente, nel posto più vicino e facile da raggiungere.

    Se poi vogliamo fare di testa nostra, il sistema non si farà ingannare dalla nostra testardaggine, correggerà la nostra posizione e dirotterà le altre auto in diversa direzione, grazie ad un sistema di 35 telecamere attive che si prendono cura di noi e della nostra vettura.

    Con questo apparato, si eviterà di perdere tempo prezioso, magari perdendo l’aereo in partenza, nel caso specifico e, secondo calcoli attendibili, si ridurranno di circa 397 tonnellate di CO2 le emissioni che i tradizionali parcheggi, coi loro giri viziosi impongono. Certo parliamo di parcheggi enormi in grado di gestire 30 milioni di passeggeri all’anno, guai se non si servissero di questi sistemi, persino esagerati per parcheggi, nostrani, a gestione…. familiare.

    E a noi che resta fare…. Sperare di interpretare, dal passo veloce, e dalla direzione intrapresa,a quale auto punti l’uomo all’interno del parcheggio, chissà che non sia stavolta… la volta buona, ma intanto, chissà quanti aerei avremo perso…..

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