Patente a punti, il vero pericolo costante è l’uomo, no la donna

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Donne al volante

Il vecchio detto, donna al volante, pericolo costante, che piaccia o no, dovrà essere, ancora una volta smentito!

A giudicare, infatti, dai dati in possesso, dal primo luglio del ‘2003, data di entrata in vigore della patente a punti in Italia, fino al marzo ‘2006, la percentuale delle infrazioni commesse sulla strada, che hanno comportato la decurtazione dei punti della patente, ha riguardato, in pesantissima misura, molto più gli uomini che le donne.

Infatti, ben il 78,3% delle violazioni che hanno causato la penalizzazione con gli effetti sulla patente di guida, l’avrebbe commesso l’automobilista di sesso maschile, la restante percentuale, le donne.

Il dato si commenta da sé e non lascia dubbi alcuni sulla inveterata abitudine degli uomini, rispetto alle donne, di violare, palesemente e reiteratamente, il Codice della Strada. Del resto, è evidente che è l’uomo a dotarsi di auto più potenti rispetto al gentil sesso, così, come è sempre l’uomo, a prediligere la velocità e le prestazioni nell’automobile, piuttosto che la donna, che si orienta su altre qualità del mezzo.

Forse, ma il condizionale converrà usarlo, sarebbero più gli uomini a compiere viaggi, quasi sempre per lavoro, fuori città, rispetto alle donne e questo li esporrebbe a maggiori rischi di incorrere in frequenti infrazioni. Ma al di là di questo, si dia atto alle donne in auto, di essere sicuramente più rispettose delle regole delle strada, rispetto ai loro “colleghi” maschi.

Dom 07/05/2006 da Giuliano

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Franco 8 maggio 2006 21:22
Subtract karmaAdd karma

Basta con la cavolate!
La verità è che la maggior parte delle donne sono handicappate a guidare!
Non sanno fare i parcheggi, in autostrada vanno a 90 all’ora.

Guarda caso neanche una donna in Formula 1. Ce n’è stata una anni fa, ma è l’eccezione che conferma la regola. Peraltro ebbe risultati ridicoli.

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Tinto 21 agosto 2007 00:06
Subtract karmaAdd karma

Il fatto che si parli di sanzioni inflitte la dice tutta. E’ infatti ben noto che la pericolosità delle donne non stà nell’infrazione del limite di velocità o simili, ma nel rappresentare quel tipo di comportamenti mai sanzionati dai cari vigili quali “intralcio alla circolazione” o “guida pericolosa” che influiscono sia sulla fluidità del traffico, sia sui comportamenti pericolosi indotti agli altri guidatori per cercare di evitarle!

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