Patente: l’Unione europea impone requisiti fisici più restrittivi

Patente: l’Unione europea impone requisiti fisici più restrittivi

L'Unione europea ha modificato gli accertamenti medici per il rilascio e il rinnovo della patente di guida, rendendoli più stringenti per chi è affetto da alcune patologie o per chi ha insufficienze visive

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    L’Unione europea ha deciso che alla guida dei veicoli ci dovranno essere soltanto persone che godono di buona salute, poiché ha subordinato il conseguimento della patente all’espletamento di procedure mediche più meticolose e alla valutazione di parametri clinici ulteriormente restrittivi.

    In particolare, tra un anno, per i diabetici, gli epilettici e per chi ha carenze o difetti visivi sarà più difficile ottenere o rinnovare la licenza di guida.

    Le persone affette da diabete, curato e trattato farmacologicamente, dovranno periodicamente sottoporsi a visite cliniche e ottenere il consenso da un medico autorizzato, mentre chi è affetto da diabete alimentare dovrà dimostrare di comprendere il rischio derivante dall’ipoglicemia e di saper controllare la propria condizione.
    Invece la patente non sarà rilasciata, o sarà revocata definitivamente, a chi è soggetto a gravi e ricorrenti abbassamenti della glicemia sotto il limite della normalità, o comunque che siano tali da alterare lo stato di coscienza e/o la capacità d’azione del potenziale conducente.

    Parametri medici più stringenti anche per gli epilettici. Se la crisi è provocata da una causa identificabile, evitabile e che probabilmente non si verificherà più, l’abilitazione potrà essere rilasciata o rinnovata soltanto col parere positivo del neurologo. Quando invece la ragione che ha scatenato i disturbi è ignota e inevitabile, l’idoneità alla guida sarà vincolata a un decorso semestrale senza ulteriori manifestazioni della malattia e previo consenso medico.
    Il periodo di osservazione è invece elevato a un anno per chi ha subito due o più attacchi epilettici nell’arco di cinque anni.
    Ad una lunga indagine dovrà essere sottoposto anche chi soffre, o ha sofferto, di epilessia soltanto durante il sonno oppure anche quando tale sindrome non provochi la perdita di coscienza né comprometta i movimenti.

    Per quanto riguarda la verifica della capacità visiva è prevista l’introduzione del test della visione crepuscolare, della sensibilità all’abbagliamento e della diplopia. Inoltre saranno elevati i valori di riferimento per la determinazione del campo di visione (50 gradi verso sinistra e verso destra, 20 gradi verso l’alto e verso il basso, almeno 120 gradi orizzontalmente, zero difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all’asse centrale) e del grado di acutezza visiva (che passa da 0,6 a 0,5 per chi è cieco da un occhio o per chi ne usa uno soltanto, come nell’ipotesi di diplopia).

    Questa riforma è stata introdotta con due direttive comunitarie, la 2009/112 e la 2009/113 che modificano la 91/439 e la 2006/126, pubblicate sulla G.U.C.E. (Gazzetta ufficiale della Comunità europea) n.

    223 del 26/08/2009. Gli Stati membri, quindi anche l’Italia, dovranno recepirne i contenuti entro un anno dall’entrata in vigore.

    L’adempimento non sarà facile, ed è ipotizzabile una lunga serie di dibattiti, ricorsi e contestazioni.

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