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Prezzo benzina: proposto un taglio di 10 centesimi

Prezzo benzina: proposto un taglio di 10 centesimi

Il problema delle accise è concreto

da in Auto GPL, Prezzo benzina, Sciopero benzinai
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    Il problema delle accise è uno dei più sentiti e discussi per chi deve fare benzina. Queste sono delle tasse sui carburanti che unite all’Iva del 21% costituiscono circa due terzi del prezzo di un litro di carburante. In questo modo per 2 euro di benzina, vanno allo Stato circa 1,3 euro di balzelli di vario genere, per i più disparati motivi, dalla guerra d’Etiopia, che inspiegabilmente paghiamo ancora, il che sembra davvero assurdo, fino al finanziamento del cinema italiano. Adesso, dopo i continui aumenti del prezzo, dovuti anche alle tensioni internazionali, la Figisc, che è il sindacato dei gestori, chiede al Governo un taglio delle accise.

    La Figisc parte sostenendo che da un anno a questa parte, il prezzo dei carburanti è aumentato in media di 30 centesimi/litro, vale a dire del 20%. Di questi 30 centesimi, 9 sono dovuti all’aumento del petrolio, 21 all’aumento delle imposte. Il 70% della responsabilità degli aumenti è da attribuirsi all’aumento delle tasse. In questo modo si hanno due record negativi: le imposte sui carburanti in Italia sono le più alte dell’Europa comunitaria e quindi anche il prezzo più alto.

    Il caro-benzina crea notevoli problemi incidendo sull’economia delle famiglie e delle imprese per le quali aumentano i costi del mantenimento dei veicoli, ma anche i beni di consumo, perché il costo dei trasporti sale. Oltre che agli stessi benzinai, per la contrazione dei consumi. L’appello del sindacato al Governo che chiede la riduzione del peso delle accise sui carburanti, diminuendole di 10 centesimi/litro, ripristinando la situazione che c’era prima del 7 dicembre 2011, quando fu deciso l’aumento in un solo giorno di 10 centesimi per la benzina e di 14 per il gasolio.

    Al momento non sembrano esserci nemmeno altre soluzioni per ridurre i prezzi dei carburanti.

    Il prezzo è aumentato in media di 0,3 euro/litro, di cui 0,09 a causa dell’aumento delle quotazioni del petrolio, ma 0,21, il 70% dell’aumento complessivo del prezzo, a causa dell’aumento delle accise. I dati provvisori dei consumi di carburante di febbraio, pubblicati il 15 marzo dal ministero dello Sviluppo economico, rivelano un calo rispetto a febbraio 2011: la rete perde il 17% delle vendite, per un valore di circa 415 milioni di litri. Scende il consumo di benzina del 20% e gasolio del 15 %. Sul dato dei primi due mesi del 2012, la perdita è di 570 milioni di litri sullo stesso periodo del 2011. Inoltre nel primo bimestre del 2012, si contano due giorni lavorativi in più dello stesso periodo dell’anno antecedente, con un calo di 750 milioni di litri.

    Il Codacons pensando al rincaro dell’Iva, che passerà al 23% a ottobre 2012, sostiene che il Governo deve riuscire a trovare una soluzione per evitare ulteriori perdite e una serie di rincari a catena in tutti i settori, provocati dai listini elevati dei carburanti. Inoltre, sempre secondo l’associazione dei consumatori, il presidente del Consiglio Mario Monti deve emettere un decreto apposito per esentare benzina e gasolio dall’aumento dell’Iva al 23%. Nel frattempo le prospettive per l’immediato futuro non sono affatto positive.

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