Revisione auto annuale: l’Aci la propone al ministero dei Trasporti

Revisione auto annuale: l’Aci la propone al ministero dei Trasporti

Revisione ogni anno per le auto

da in Aci, Auto 2014, Auto usate, Revisione Auto
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    revisione auto tagliando

    La scusa della sicurezza stradale è sempre un buon appiglio per mettere le mani in tasca agli automobilisti. Ci marciano i comuni con gli autovelox-trappola, adesso arriva anche l’Aci. L’ultima in ordine di tempo, è del presidente Angelo Sticchi-Damiani: «Sulle nostre strade circolano troppe auto troppo vecchie; in Italia aumenta ancora l’età media del parco auto circolante più obsoleto d’Europa e le auto vecchie sono quindi un problema economico, sociale e ambientale», ha commentato alla 69ma Conferenza del traffico e della circolazione. Dato evidentemente inequivocabile, senz’altro un problema, ma la soluzione suggerita è quantomeno originale.

    L’Automobil Club ha avanzato delle proposte al ministero dei Trasporti, tra cui la richiesta di una campagna di incentivi per il ricambio del parco auto. Sfuggono dettagli chiave, perché senza coperture finanziarie, sono idee che lasciano il tempo che trovano. Certo, gli incentivi auto per come visti negli ultimi due anni sono del tutto inutili, ma è altrettanto vero che una manovra di sistema impegna miliardi che, attualmente, appaiono difficili da reperire. Se non è possibile un ricambio agevolato dalla rottamazione, allora ecco l’idea che a dire dell’Aci renderebbe più sicuro il parco auto circolante, ovvero, raddoppiare la revisione che da biennale dovrebbe passare ad annuale per i modelli con oltre 10 anni di vita. Chi ci guadagnerebbe da una tale operazione è chiaro, meno quel nesso per cui un’auto revisionata ogni anno sarebbe più sicura di una sottoposta a revisione biennale.

    Tanto più quando si legge di continuo delle false revisioni o delle modalità particolarmente soft messe in atto.

    Il problema della sicurezza delle auto più vecchie è corretto collegarlo alla mancanza dei dispositivi di ultima generazione, che hanno permesso di innalzare gli standard in maniera esponenziale, sfugge invece come un controllo dell’auto in perfetta efficienza su base annuale per modelli più vecchi di 10 anni possa rendere più sicuri auto prive ab origine dei sistemi più moderni. Viaggiare con le gomme sgonfie o al limite, invalida il dispositivo di sicurezza più hi-tech, equiparandolo al mezzo che ne è assente: non sarà certo una revisione più frequente a incrementare gli standard di sicurezza, semmai una presa di coscienza dell’automobilista. Va detto anche come la proposta arrivi sulla scorta di un’idea già al vaglio nei mesi scorsi dei ministeri dei Trasporti a livello europeo.
    Inoltre, si fa la lotta alle auto più vecchie, sottolineando l’anzianità media fissata in 9,5 anni del parco auto circolante. Ma chi acquista oggi un’auto, magari pensiamo a una citycar o utilitaria in allestimento base, siamo così sicuri che abbia tra le dotazioni di serie un compendio di dispositivi per la sicurezza superiore a un modello più datato?

    Abbiamo la frenata automatica in città, l’avviso di collisione, l’estensione di airbag in tutto l’abitacolo, l’assistente di corsia, il radar di rilevamento dei pedoni. Tutto verissimo. Adesso, trovate un modello che li abbia presenti di serie, un’auto che verosimilmente possa permettersi un automobilista costretto dalle necessità economiche a viaggiare su un’auto molto datata.

    Fabiano Polimeni

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