Rottamazione auto: dal relitto si ricava gasolio, le nuove frontiere del riciclaggio

Rottamazione auto: dal relitto si ricava gasolio, le nuove frontiere del riciclaggio
da in Blocco traffico, Mondo auto

    Chi lo direbbe che da un relitto del genere è ancora possibile ricavare gasolio?

    Siamo in tempi di grande attenzione nei confronti dell’ambiente e, mai come adesso, tale attenzione non si limita soltanto alle parole, ma quanto mai ai fatti, lo dimostrano gli studi ed i recenti lavori della Biotherm Tecnologie AG, un’azienda svizzera specializzata nel riciclaggio di rifiuti plastici e similari e loro trasformazione.

    Il risultato è che sia gli arredi interni di un’auto rottamata, così come avviene per cavi e guaine ricoprenti i fili dell’impianto elettrico delle vetture, in estensione si pensi anche alle buste dei supermercati, possono essere trasformate sia in gasolio che in altri combustibili per riscaldamento.

    Quasi superfluo ricordare che tali metodiche, soprattutto se venissero estese, alleggerirebbe il nostro fabbisogno dal greggio e, addirittura, fatto persino più importante, risolverebbe l’annoso problema che prevede lo smaltimento di rifiuti, altrimenti tossici, che andrebbero a peggiorare l’inquinamento.

    Ma c’è di più, forse qualcuno non sa che i rifiuti così trattati oltre a dare la possibilità di derivare gasolio per autotrazione, lo stesso, se proveniente dal riciclaggio, costerebbe, alla pompa, qualcosa come il 25% in meno rispetto a quello tradizionale e che è indipendente dalle continue fluttuazioni del costo del petrolio.

    Il metodo usato dall’azienda svizzera è stato sviluppato dalla Clivia Technology GMBH e consente, grazie al calore di non meno di 400 gradi centigradi, di rompere i legami chimici che legano le molecole di plastica, a questo punto, le stesse si vaporizzano trasformandosi in gasolio.

    Secondo i vertici dell’azienda che si occupa di questi trattamenti, tale metodo non è solo attuabile per ricavare combustibile su larga scala, ma potrebbe anche essere applicata, con successo, proprio da quelle aziende del settore dei trasporti, che potrebbero così dimezzare i costi dei rifornimenti.

    Le cifre che concernono la sola Europa sono significative per rendersi conto di quanto importante sia lo smaltimento, con questa procedura, dei rifiuti. Nel Vecchio Continente si producono 20 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e 2 tonnellate e mezzo di olio di scarto; eppure, non è neanche metà, la parte di questa montagna di residui che viene riciclata, cosa che se avvenisse, produrrebbe un risparmio notevole, in fatto di carburanti, soprattutto per tutte le aziende del settore.

    La speranza è che si imbocchi una strada del genere, nell’interesse del pianeta, in primis, ed economico, secondariamente, ma non certo meno importante.

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