Sciopero benzina 6 giugno 2012 indetto dall’Aci contro le accise

Sciopero benzina 6 giugno 2012 indetto dall’Aci contro le accise
da in Prezzo benzina, Sciopero benzinai
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    pompa benzina

    La tempistica è quantomeno infelice. Il prossimo 6 giugno l’Aci ha proclamato uno sciopero della benzina per i continui aumenti delle accise sui carburanti. Per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna, infatti, è stato deliberato dal Consiglio dei ministri l’aumento di 2 centesimi al litro del prezzo di verde e diesel. E’ infelice l’uscita perché già dallo scorso aprile si era a conoscenza dell’ipotesi di un aumento delle accise nei casi di emergenze di Protezione civile. Nell’ambito della riforma della stessa Protezione civile, si è prevista la reintegrazione del fondo spese impreviste attraverso l’aumento delle accise. Fondo spese impreviste che concorre, insieme al fondo nazionale di Protezione civile, a sostenere le attività necessarie a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza.
    Oggi che l’aumento si è concretato, c’è la levata di scudi. E’ un salasso per le tasche degli automobilisti solo in parte mitigato dalla caduta verticale dei prezzi internazionali del greggio, crollati a seguito della minore domanda globale, indubbiamente frutto della crisi che limita i consumi. Quasi ad annullare il risparmio per il minor costo della materia prima, ci si mette anche il cambio euro-dollaro, con la moneta unica debole verso il biglietto verde, che quota il petrolio.

    Così, l’incrociarsi di queste combinazioni, lascia del margine operativo ai gestori, con prezzi medi alla pompa che sono sì alti, ma lontani dai picchi prossimi ai 2 euro al litro (per la verde; ndr) di alcune settimane addietro.
    L’aspetto odioso delle accise è soprattutto legato al “raddoppio” delle entrate per le casse dello Stato. Infatti, oltre all’aumento va considerata la parte d’Iva che viene prelevata sui 2 centesimi extra: si tassa una tassa.
    Stante questa condizioni dei prezzi del greggio e la tassazione che ormai ha raggiunto ben più della metà del prezzo alla pompa dei carburanti, la prospettiva migliore che l’automobilista italiano può augurarsi per il futuro è il mantenimento di prezzi appena al di sotto di quota 1,90 €/litro per la benzina.
    Nell’annunciare lo sciopero, il presidente dell’Aci Sticchi-Damiani ha commentato: «Siamo sempre vicini alle popolazioni colpite da calamità naturali, con tutti gli uomini, i mezzi e il know-how di cui disponiamo. Stiamo attivando una task force di soccorso per la rimozione delle auto distrutte oltreché un centro mobile di servizi di pratiche automobilistiche.

    Il nostro obiettivo – ha continuato Sticchi-Damiani – è quello di opporci ad una tassazione che ha raggiunto, da tempo, livelli insostenibili, che colpisce soprattutto le fasce sociali più deboli e i lavoratori e che rischia di mettere in ginocchio il comparto auto, con conseguenze drammatiche per l’occupazione e l’economia italiana. Per ora malgrado il crollo dei consumi, il gettito continua ad aumentare, ma se non si farà qualcosa per bloccare questa emorragia, presto anche l’Erario ne risentirà e la tassazione, oltre che soffocante e iniqua, si rivelerà addirittura dannosa per le casse dello Stato».

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