Scooter Sharing Milano: come funziona?

Lo scooter sharing sarà a breve sperimentato a Milano. A fine anno il bando pubblico per appaltare il servizio. Come funziona? Scopriamolo insieme.

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    Lo scooter sharing a Milano sta per diventare realtà. La città meneghina si accinge dunque ad emulare un modello già in voga in altri grandi centri europei. Parigi, Londra e Barcellona hanno già sperimentato con successo l’esperienza della condivisione degli scooter, snellendo in maniera sostanziosa il traffico urbano. Si stimano altrettanti riscontri anche a Milano, vista la massiccia presenza di due ruote marcianti. Per concretizzare questo progetto verrà indetto un bando pubblico ad hoc a fine anno, che consentirà a tutti gli operatori del settore di presentare un’offerta adeguata. “Le aziende saranno interessate, i cittadini lo troveranno utile e il modo in cui ci muoviamo cambierà ulteriormente”, questo il commento dell’assessore alla mobilità Maran.

    Dove si potrà cicolare?

    La portata dello scooter sharing potrebbe inoltre essere estesa anche ai comuni limitrofi al capoluogo lombardo, in modo da creare un effetto domino positivo che si estenda omogeneamente in tutta la “metropoli”. Stando ai rumors, in gioco ci saranno una “flotta” composta da una trentina di scooter elettrici di colore viola, destinati a diventare gradualmente 150 entro la fine del 2015. Per fruire del servizio bisognerà pagare un abbonamento di 20 circa. Fatto ciò sarà necessario individuare lo scooter più vicino con un app dello smartphone e adoperarlo al costo di 26 cents al minuto. I soggetti abilitati all’uso degli scooter dovranno avere almeno 21 anni ed essere muniti di patente. Ancora incerto il novero degli aspiranti “player” chiamati ad erogare il servizio. Tra i papabili spicca la società Motit, che ha già all’attivo un’esperienza di mobilità condivisa a Barcellona. Senza dimenticare altre azienda locali, già attive nell’ambito della produzione di veicoli elettrici. Chiaramente il business in questione farà gola a molti. Soprattutto in una grande città, quale Milano, che ha dato buoni riscontri in tal senso.

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    I vecchi esperimenti

    Negli anni, infatti, sono stati diversi gli esperimenti di “sharing” che hanno riguardato la popolazione milanese. In principio fu il bike sharing, seguito a ruota dalle prima forme di car sharing dell’Atm. Ad oggi, invece, il noleggio di auto condivise è gestito con ottimi risultati dalle società Enjoy e Car2Go. Risultati altrettanto confortanti sono stati raggiunti anche con biciclette a pedalata assistita e quadricicli elettrici. Ed è proprio in virtù di questi riscontri che si è iniziato a ragionare fattivamente circa lo scooter sharing, nella speranza che un’ulteriore passo verso una mobilità sostenibile possa essere compiuto.

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