Semafori truccati: Associazioni Consumatori chiedono class action

Semafori truccati: Associazioni Consumatori chiedono class action

Contestati i reati di abuso d'ufficio per Amministratori Pubblici di ben 35 Comuni dell'hinterland milanese che in diverse occasioni avevano truccato i semafori per poter aumentare a dismisura il numero di multe a danno degli automobilisti

da in Associazioni Consumatori, Codice della strada, Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    semafori truccati in almeno 35 Comuni dell’Hinterland milanese

    Non si sono fatti mancare nulla in fatto di reati commessi gli Amministratori pubblici in alcuni Comuni dell’Hinterland milanese, fino adesso sono ben 35 i Comuni interessati dall’inchiesta condotta dalla Procura di Milano per fare chiarezza sullo scandalo dei semafori truccati che rilevavano infrazioni spesso inesistenti. Indagati sono stati pubblici amministratori per i quali si è ipotizzato l’abuso di ufficio avendo fatto incassare illecitamente alle casse di tali Comuni multe pari a due milioni e 400 mila euro confidando sulla modifica dei semafori in modo da prevedere un tempo di percorrenza di soli 4 secondi per il giallo; chiunque a quel punto era costretto a passare col rosso incorrendo nella sanzione prevista dal Codice della Strada.

    Come è ovvio che fosse, si sono scatenate le Associazioni dei Consumatori, Adoc in testa, che si costituiranno parte civile nel processo oltre ad avviare una class action nei confronti di quelle Amministrazioni pubbliche che venissero condannate nel procedimento penale avviato nei loro confronti. Inoltre, informano all’Adoc, i consumatori interessati possono rivolgersi alle sedi Adoc per valutare la possibilità di costituirsi parte civile al fine di recuperare il danno patrimoniale subito. Chi non ha pagato la multa elevata dai semafori truccati non è tenuto a pagarla come non l’hanno pagata, in passato, il 70% dei cittadini che si sono rivolti all’Adoc per contestare le multe”.

    “Il problema dei semafori oggetto di indagine – continua Pileri – è legato al tempo tecnicamente insufficiente lasciato a disposizione del conducente per liberare l’incrocio prima che la luce gialla diventi rossa. In questo modo è inevitabile che scatti la multa.

    Un utilizzo improprio di uno strumento destinato al contrario a migliorare il livello di sicurezza stradale per il cittadino e garantire maggiore vivibilità. Invece il T-Red, ma anche gli autovelox, spesso sono stati utilizzati in modo non trasparente e non conforme alle loro finalità. Sono stati adottati, in molti casi, per imporre nuove, e a volte assurde, tasse locali, con la sola utilità di rimpinguare le casse comunali.”

    Anche il Codacons informa di essersi costituito parte civile nel procedimento e invitando tutti gli automobilisti che ebbero a soffrire una multa a causa di questi semafori truccati, a rivolgersi direttamente all’Associazione, ricorda il numero di telefono e l’indirizzo mail della Sede di Milano dove ci si potrà rivolgere per ottenere ogni tipo di delucidazioni afferente alla materia del contendere; (codacons.milano@libero.it, tel. 02/29419096). Nel provvedimento, il Pm Robledo ha messo in luce come sia stato fissato dolosamente in 4 secondi il tempo di durata del giallo, tempo da lui definito “impossibile da rispettare per uscire da un incrocio senza passare col rosso”. Il Codacons evidenzia “come ci siano ancora molti semafori con durate del giallo assurde ed impossibili da rispettare, anche sotto ai 4 secondi”. Per questo da tempo l’Associazione di consumatori ha chiesto al Governo e al Parlamento “di modificare l’art. 41 del Codice della Strada ed il suo regolamento attuativo, che nulla dicono sulla durata minima del giallo, stabilendo che il giallo duri un minimo 4 secondi, 5 secondi nel caso sia presente il semavelox“.

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