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Sergio Marchionne: botta e risposta col ministro Scajola

Sergio Marchionne: botta e risposta col ministro Scajola

Ovvio che anche la risposta del ministro Scajola non s’è fatta attendere, partendo dal presupposto che lo stabilimento di Termini Imerese fu costruito soprattutto con soldi pubblici proprio per dare respiro ad una zona d’Italia che soffriva più di altre della piaga della disoccupazione

da in Incentivi Auto, Mondo auto, Sergio Marchionne
Ultimo aggiornamento:

    Sergio Marchionne a sinistra e ministro Scajola a destra

    Come dire…. “ i guai della pentola li conosce solo il mestolo che la rigira… “ potrebbe essere questo il senso della parole di Sergio Marchionne nei confronti del ministro Scajola interessato a sanare la vicenda circa la chiusura degli stabilimenti Fiat di Termini Imerese in provincia di Palermo.

    «Per esperienza mia personale prima di usare un linguaggio pesante come “follia” uno dovrebbe capire i dati», queste le parole un po’ piccate di Sergio Marchionne nei confronti del ministro Scajola che nei giorni scorsi aveva ritenuto folli le misure atte a chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Dunque, s’informasse Scajola prima di riferire frasi senza senso, questo il senso della risposta dell’AD. di Fiat nei confronti del ministro e, comunque, prima di giungere alle conclusioni, meglio aspettare gli incontri che si terranno a partire dal prossimo primo dicembre, data in cui il ministro ci si incontrerà con i vertici Fiat e il 21 dicembre, giorno in cui si incontreranno le parti sociali.

    Ovvio che anche la risposta del ministro Scajola non s’è fatta attendere, partendo dal presupposto che lo stabilimento di Termini Imerese fu costruito soprattutto con soldi pubblici proprio per dare respiro ad una zona d’Italia che soffriva più di altre della piaga della disoccupazione. «Su Termini Imerese nel tempo gli investimenti della Fiat e anche quelli pubblici sono stati significativi», ha osservato il ministro a margine della fiera internazionale del mobile Mebel, in corso a Mosca.

    «Comprendo la necessità che tutto il comparto automobilistico abbia bisogno di ristrutturazione», ha aggiunto, ribadendo però la sua contrarietà alla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese a fronte di una disponibilità pubblica ad investire.

    Oltretutto verrebbe anche da chiedersi, se l’idea era quella di chiudere gli stabilimenti automobilistici, che l’avremo previsti a fare gli incentivi, per aiutare gli altri Stati della Comunità, compresi quelli che accolgono nostri impianti produttivi?

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