Sicurezza Stradale: da Basta un attimo le proposte per il prossimo governo

Sicurezza Stradale: da Basta un attimo le proposte per il prossimo governo

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    Incidente stradale

    Ma chi lo direbbe mai, sulla strada in Italia periscono più persone di quelle che sommate fra di loro, muoiono a seguito di gravi malattie come l?AIDS, la malaria e la tubercolosi e questo nonostante le campagne atte ad innalzare l?attenzione verso la sicurezza stradale, il rispetto del Codice della Strada, si assiste ogni giorno al verificarsi di ben 623 incidenti con 17 persone che lasciano la loro vita sull?asfalto e altre 51 che restano invalidi a vita.

    “Una delle urgenze che il prossimo Governo deve affrontare immediatamente – ha detto Carmelo Lentino, il portavoce di BastaUnAttimo, commentando i dati rilevati dall’Onu – è quella della incidentalità stradale e noi presentiamo i nostri sette punti che consideriamo fondamentali”.

    Queste le richieste in sette punti presentate da BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera:

    1. L’istituzione di un autorità nazionale per la sicurezza stradale, che abbia il compito di coordinare e monitorare gli interventi sul territorio;

    2. l’obbligatorietà dei corsi di educazione stradale, sin dai primi anni dell’istruzione obbligatoria;

    3. la messa “in sicurezza” delle strade (illuminazione, segnaletica, barriere di protezione) ed ammodernamento delle infrastrutture;

    4. limitatori di velocità sugli autoveicoli\motoveicoli;

    5. maggiori controlli da parte delle forze di polizia, anche sulle strade secondarie;

    6. reinvestimento dei proventi derivanti dalle sanzioni per violazione al codice della strada, su progetti di ammodernamento e sensibilizzazione con un organo che ne sia garante

    7. lo sviluppo dell’offerta di trasporto pubblico

    “Ogni anno – ha sottolineato Lentino – sulle strade muoiono 113 bambini dai 0 ai 14 anni, 1.684 giovani tra i 15 e i 29 anni, 1.006 pedoni e ciclisti, 1.474 utenti delle due ruote motore. Tutto questo comporta ben 35 miliardi di euro di costo sociale che supera il 2,5% del Pil. Questi dati sono spaventosi ma rappresentano la realtà. Vogliamo certezza delle pene e tolleranza zero nei confronti di chi causa la morte o il ferimento grave di una persona”.