Sicurezza stradale: sacrificata sull’altare dell’abolizione dell’ICI

Non si possono scaricare sulla sicurezza stradale e sulle infrastrutture al sud Italia le mancate risorse derivanti dall'abolizione dell'ICI, eppure, cosi parrebbe aver fatto l'attuale Governo in carica

da , il

    Incidenti stradali

    L?attuale Governo ha subito smentito ma, attualmente l?evidenza che il minor gettito derivante dall?ICI lo pagherebbero le regioni del sud Italia e le risorse destinate alla sicurezza stradale, resta per intero.

    Intervistati i ministri del welfare e della Difesa, hanno dichiarato recentemente che tali risorse non sono state tolte, semmai momentaneamente spostate a favore delle mancate entrate da quando è stata abolita l?imposta comunale sugli immobili, resta il fatto che, trasferite o non trasferite altrove, in atto mancano all?appello 17 milioni e mezzo di euro che facevano parte dei 53 milioni stanziati dal governo precedente relativamente alla sicurezza stradale.

    Eppure proprio l?Italia avrebbe molto bisogno di quelle infrastrutture che, oltre a rendere più fluida la circolazione dovrebbe provvedere a mettere in sicurezza ed affidabilità la rete stradale italiana laddove si spende meno che in tanti altri Paesi dell?UE, se solo si pensa che nel Bel Paese si spende un misero euro all?anno per abitante, molto meglio fanno in Gran Bretagna, dove sono 5 gli euro pro-capite, ancora meglio fanno i belgi con 10 euro, 12 i ciprioti, 23 i francesi fino a 25 degli svizzeri e così, conti alla mano, i più ?tirchi? saremmo noi, eppure paghiamo un tributo elevatissimo di sangue anche per questo motivo.

    E così, almeno secondo quanto emerso fin?ora, fermo il fatto che potrebbero esserci risvolti importanti positivi, almeno ce lo auguriamo, in atto vanno a farsi benedire le autostrade del mare che richiedevano una spesa di 231 milioni di euro, il proseguo delle metropolitane di Catania e Palermo, per 1 miliardo e mezzo, circa di euro, la statale 106 jonica in Calabria che richiedeva opere di riqualificazione e altre vie per le due regioni più meridionali d?Italia, mentre a soffrire dei mancati introiti potrebbero essere le opere anche afferenti al trasporto pubblico locale.

    Speriamo che tutto ciò venga sanato, come anticipato dagli esponenti del governo, al più presto, sennò sarebbe l?ennesimo schiaffo al sud d?Italia ed alla sicurezza stradale.