Stato di ebbrezza alla guida, così ti punisce la Legge

da , il

    Guida in stato di ebbrezza

    Dopo l’articolo sulla Confisca del motorino del 16 novembre scorso, avendo fatto riferimento alle pene previste per chi guida in stato di ebbrezza, qualcuno ci è parso interessato a conoscere meglio quali possono essere le conseguenze per la guida sotto l’effetto dell’alcol.

    Chi guidava in stato di ebbrezza prima del 2003, era sottoposto a processo penale che prevedeva, però, a carico del reo, la possibilità di pagare un’oblazione pari a 1000 euro con estinzione del reato. A discrezione del magistrato, l’imputato, anche dopo aver pagato la sanzione amministrativa, si sarebbe dovuto sottoporre a esami ed accertamenti diagnostici per escludere la possibilità che potesse essere affetto da etilismo cronico.

    Con la riforma del Codice della Strada, la conseguente applicazione dell’art. 186 prevede, oggi, che una volta accertato lo stato di ebbrezza alla guida, attenzione, non è più 0,80 gr. per litro, ma 0,50, ovvero solo due birre, in alcuni casi, competente sarà il Tribunale e non più il Giudice di Pace e ne consegue l’arresto fino a 30 giorni e un’ammenda da 258 a 1.032 euro più sanzione amministrativa e sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi. Inoltre, è prevista la sottrazione di 10 punti sulla patente, ma per coloro che l’hanno conseguita dall’1 ottobre 2003 o ancora meno, si sottraggono il doppio dei punti.

    Tutto ciò se non si provocano incidenti con morti e se non si guida un veicolo per attività principale, perché, in questo caso, al conducente verrebbe revocato il permesso di guida. Per quanto riguarda tutti quei guidatori che provocano incidenti con morti, dal 22 agosto 2005 a questi viene revocata la patente, più tutto quanto previsto a loro carico.

    Infine, il Prefetto può disporre la sospensione cautelare della patente se il conducente fermato ha un tasso alcolemico nel sangue anche di poco superiore a 1,5 g/l. Tale sospensione resta valida fino all’esito che darà la visita medica disposta dal comma 8 della stessa Legge.

    Ma c’è dell’altro, non ci si può sottrarre alla prova dell’etilometro, perché è reato, ma se la Polizia Stradale, in sede di controllo, ravvedesse atteggiamenti “sospetti” da parte del guidatore, immaginando che i sintomi del fermato potessero essere ascritti ad uno stato di ebbrezza, secondo l’art. 186 del Codice della Strada 4° comma approvato con D.L. del 30 aprile 92 n. 285 e 379 del regolamento di esecuzione e di attuazione, D.P.R. 16/12/92 n. 495, le Forze dell’Ordine possono rilevare direttamente l’alterazione dello stato psico-fisico, per presunzione di colpa e senza l’ausilio dell’etilometro.

    Ci sono soltanto due motivi che inducono a riflessione riguardo agli atteggiamenti delle Istituzioni di fronte ai limiti stabiliti per decretare uno stato di ebbrezza alla guida. Innanzitutto si contesta la norma di cui sopra che concede alla Polizia di annoverare un guidatore come ubriaco quando non si è in grado di provarlo mediante etilometro. Secondo, il limite di 0,50 gr/l è troppo basso, visto che solo due bicchieri di birra sono sufficienti a creare una falsa positività alla prova richiesta dalla Polizia. Meglio sarebbe stato se si fossero previste pene ancora più severe, ma per tassi alcolemici più alti in modo da confermare, senza dubbio alcuno, lo stato di ebbrezza reale di chi guida un’auto.