Terremoto Giappone: chiusi tutti gli impianti Toyota

Il terremoto in Giappone e lo tsunami che ne è derivato hanno colpito duramente l'industria automobilistica del Paese asiatico

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    La devastazione del terremoto in Giappone non ha risparmiato le fabbriche delle principali case costruttrici automobilistiche del Paese. Tra queste c’è anche la Toyota, che ha reso noto ieri di voler interrompere le operazioni presso tutte le sue fabbriche. Il motivo di questa decisione, oltra alla necessità di verificare ancora l’entità dei danni riportati, è che sono stati duramente colpiti anche molti dei fornitori. I due stabilimenti chiusi in precedenza sarebbero infatti in grado di riprendere le attività, ma le fabbriche di parti e pezzi sono ancora bloccate.

    Queste sono le fabbriche che Toyota ha deciso di chiudere: Toyota Motor Hokkaido, Toyota Motor Tohoku, Central Motor Corporation Myiagi e Kanto Auto Works Jwate. Inoltre, da oggi sono interrotte le operazioni anche presso tutti gli stabilimenti dell’indotto.

    «La priorità di Toyota è quella di aiutare tutti i membri del team di Toyota Motor Company – ha affermato l’azienda in una nota – i nostri partner, i fornitori e i rivenditori a superare questa grave situazione». La casa costruttrice ha creato una task force interna che dovrà identificare i problemi creati dal terremoto e studiare le soluzioni adeguate.

    Il terremoto in Giappone, magnitudo 8,9 sulla scala Richter, seguito da un devastante tsunami, ha provocato decine di migliaia di morti, oltre ai dispersi e ai feriti. Le operazioni di sostegno alle vittime sono ancora in corso e la Toyota ha versato circa 3 milioni di Euro per aiutare le autorità e i volontari impegnati in queste attività.