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Veicoli commerciali: paralisi delle vendite

Veicoli commerciali: paralisi delle vendite

dati espressi sono stati diffusi in questi giorni dall’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dall’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), che indica - fra l’altro - che la ripresa potrebbe essere ancora più difficile di quella per gli autoveicoli “ad uso privato”

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    Veicoli commerciali

    Il settore dei veicoli commerciali è in crisi, a lanciare l’allarme è il Centro Studi ANFIA e Unrae che hanno denunciato il calo drastico delle vendite dei van in generale, stante la crisi che non è soltanto dell’auto ma dell’intera economia e costringe molte di quelle aziende medio-piccole, in particolar modo, interessate all’acquisto di veicoli commerciali a rimandare, sine die, gli acquisti.

    Si assiste infatti ad un drastico calo delle vendite di veicoli commerciali, si parla del 21,3% in meno rispetto allo scorso anno prendendo a riferimento il periodo relativo a giugno scorso. Ma se si prende in esame l’intero semestre scorso, la situazione si fa ancora più drammatica, potendosi parlare di vera e propria paralisi del mercato se si considera che qui siamo a quasi il 30% in meno di vendite rispetto allo stesso periodo riferito allo scorso anno.

    I dati espressi sono stati diffusi in questi giorni dall’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dall’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), che indica – fra l’altro – che la ripresa potrebbe essere ancora più difficile di quella per gli autoveicoli “ad uso privato”.

    Quel che è peggio è che a giudicare da ciò che dicono gli addetti ai lavori la crisi del settore potrebbe anche aggravarsi in assenza di quelle agevolazioni fiscali per l’acquisto che ci si sarebbe aspettati dalla modifica della Finanziaria alla voce Tremonti-Ter.


    Secondo l’inchiesta, gli attuali incentivi in vigore per i veicoli commerciali (contributi per la rottamazione di veicoli Euro 0, 1 e 2 e loro sostituzione con veicoli Euro 4 o 5 pari a 2500 euro, aumentabili a 4000 euro per l’acquisto di veicoli commerciali “leggeri”, cioè fino a 3,5 tonnellate di massa a pieno carico, alimentati a metano, a propulsione elettrica o “mista” con emissioni di CO2 che non superano i 120 g/km), sono stati giudicati insufficienti.

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