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Vendite auto: aiuti statali per 2.000 euro?

Vendite auto: aiuti statali per 2.000 euro?

Lò situazione del mercato dell'auto italiano è davvero critica e pericolosa, in ballo ci sono oltre 15

da in Immatricolazioni Auto, Mondo auto, Sergio Marchionne
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    Concessionari Fiat

    Si sta venendo a profilare una situazione davvero critica nel settore dell’auto, almeno per quanto concerne il mercato italiano, visto che a fronte di un fatturato della Fiat relativo al gettito versato all’erario in fatto di Iva, senza considerare tutte le altre imposte, pari ad un miliardo di euro, si sta ancora a discutere sulla necessità di intervenire o meno a favore del settore Automotive del nostro Paese.

    Una colpevole disattenzione del nostro governo e spiace sentire le parole del ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, che ha duramente criticato qualsiasi aiuto alla Fiat: “Abbiamo pagato già tante volte per reintervenire”.

    Dimentica il ministro, infatti, che la situazione economica dell’intero pianeta necessità di interventi non a pioggia, come quelli riferiti dall’esponente della Lega Nord, quando bastava assecondare i “capricci” della grande industria italiana per mettere al sicuro le centinaia di posti di lavoro delle maestranze impiegate nella Casa automobilistica. Adesso gli aiuti statali devono mirare a non creare quella discrepanza pericolosa che farebbe di Fiat la “Cenerentola” fra i diversi produttori di auto del mondo che hanno già ricevuto provvidenze pubbliche.

    Del resto la gestione Marchionne aveva dimostrato, in tempi normali, come fare ad uscire dalle maglie strettissime del dissesto finanziario del marchio, risolvendo le esposizioni debitorie con le banche per tre miliardi di euro riscontrate all’ingresso in azienda. Ma adesso è tutta un’altra storia, il rischio è quello di provocare un disastro occupazionale se la prima industria italiana non ricevesse aiuti pubblici e non certo per colpa del management Fiat che invece sta dimostrando una certa oculatezza degli investimenti.


    Perché quello che preoccupa stavolta non è soltanto il comparto produttivo dove il rischio licenziamenti ed il ricorso alla cassa integrazione è quanto mai vicino, ma si pensi anche al ruolo che i concessionari Fiat svolgono nell’intero Paese dove impiegano qualcosa come 7.000 persone a cui si aggiungono gli oltre 9.000 dell’indotto che potrebbero seriamente rischiare di perdere il lavoro.

    I concessionari chiedono al Governo l’elargizione di aiuti per 2.000 euro di bonus estendibili anche nel caso si rottamassero auto Euro 2 . Altrimenti, fanno sapere gli addetti del settore, il 2009 senza interventi statali potrebbe chiudersi a quota 1.850.000 immatricolazioni, 650 mila vetture in meno rispetto al 2007.

    L’auspicio è quello che il Governo comunque accolga tale richiesta ed al contempo valuti anche la possibilità di attuare una politica di aiuti che comprenda provvidenze dirette al costruttore se si impegna a mantenere in vita posti di lavoro in Italia e si orienti sempre di più nella scelta di auto sempre meno inquinanti. Una politica questa intrapresa da Obama negli Usa e dal premier Sarkozy in Francia e da noi, perché…no?

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Immatricolazioni AutoMondo autoSergio Marchionne Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 10:19

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