Viaggiando a 150 orari quanto spazio occorre per arrestarsi?

Guidare in maniera intelligente per viaggiare sicuri!

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    Frenata

    Viaggiate a 150 Km all’ora, siete rilassati, la musica di sottofondo dell’autoradio vi induce ad uno stato di benessere, un filo di climatizzazione crea quel clima ideale per quella giornata di sole, neanche tanto calda; la strada fila diritta davanti a voi e la vostra vettura, nuova, vi rassicura per la padronanza che assume in quel tratto rettilineo e, mentre siete assorti nei vostri pensieri, d’improvviso, senza che mai l’aveste potuto pensare, un ostacolo vi si para, più o meno, davanti il muso della vostra auto.

    È un masso, caduto da un camion che vi precedeva da lontano e che avevate perso di vista per via di una cunetta che vi ostruiva lo sguardo. Il masso invade parte della carreggiata, potreste tentare di schivarlo, ma la manovra è pericolosa a quella velocità, anche perché, alla vostra sinistra un bolide vi sta superando a tutto gas e rischiereste una collisione dalle conseguenze drammatiche, non vi resta che frenare vigorosamente; solo l’ABS, vista la forza che avete impresso al pedale del freno, vi evita il bloccaggio delle ruote, l’auto è in ottime condizioni, le gomme anche, la strada è perfettamente livellata e voi siete abbastanza svegli,

    Eppure, in condizioni ottimali, per frenare e arrestare la corsa della vettura a 150 orari vi sono occorsi ben 150 metri, 50 per rendervi conto del pericolo che stavate correndo e mettere in atto le contromisure e 100 metri è la strada che la vostra vettura ha percorso con i freni premuti allo stremo.

    Stavolta v’è andata di lusso, ma conoscere questi dati è importante, perché la possibilità di evitare una collisione dipende da troppi fattori, molte volte trascurati dagli automobilisti. Intanto lo spazio di frenata è strettissimamente dipendente da diverse componenti, quali lo stato dell’auto, il tipo di vettura, il carico che trasporta, lo stato della strada, persino la grana dell’asfalto e, poi, inutile dire, che sul bagnato lo spazio di frenata aumenta a dismisura e la “frittata” è spesso in agguato!

    Il tempo di reazione, ovvero l’intervallo temporale che trascorre dal momento in cui ci si accorge del pericolo a quello in cui si mettono in atto le contromisure, dipende solo da voi, in primis dai vostri riflessi, ma non basta, troppi altri fattori incidono anche in questo caso: la distrazione, i bambini impossibili in auto, la radio messa a tutto volume, il cellulare che suona incessantemente e il tentativo di capire chi ci chiama, una sigaretta da accendere, sono tutti elementi in grado di dilatare a dismisura quest’importante momento della guida.

    Ma non è ancora finita, lo stato vigile di ognuno di noi varia in diverse circostanze, fisiologiche,soprattutto, come la stanchezza che incide sulla lucidità, per non parlare del sonno, i problemi personali che ci distraggono dalla guida. Insomma, più si è svegli e attenti meno pericoli corriamo. E in questo ambito, non possiamo non parlare di tutte quelle sostanze che condizionano il nostro stato di vigilanza; pensiamo all’alcol, peggio ancora alle sostanze stupefacenti, alle grandi abbuffate, al sonno indotto dalla digestione e, in ultimo e non certo in ordine d’importanza, all’assunzione dei farmaci.

    Vigilate su questi, controllate il foglietto illustrativo interno, perché non esistono farmaci banali, comprati come le caramelle in farmacia e assunti come mentine per l’alito. La pericolosità per via degli effetti collaterali, le interazioni con altri farmaci ritenuti da noi più seri perché atti a curare una patologia della quale soffriamo, sono particolari importanti che possono avere conseguenze nefaste sulla guida.

    La lettura anche del solo foglietto illustrativo ci indicherà chiaramente o almeno si spera, il rischio che corriamo assumendo quel medicinale durante la guida e ci indicherà dell’allungamento dei tempi di reazione nell’uso anche di macchinari di precisione. Una banale allergia, curata con un antistaminico, può avere effetti deleteri in auto, per l’induzione di quella pericolosissima sonnolenza, soprattutto quando il farmaco è mischiato all’alcol. Peggio ancora va con gli ansiolitici che, soprattutto ad alte dosi, sono veri e propri ipnoinduttori, ovvero sonniferi. Ma non è finita qua, esistono tante altre classi di farmaci con questo effetto che si evidenzia di più, a volte, soltanto per aver sbagliato i tempi di assunzione.

    E così, tornando alla distanza che si percorre quando ci si accorge del pericolo e si cerca di evitarlo, è persino superfluo ricordare che questo è dipendente dalla velocità, a 130 orari, ad esempio, in condizioni ottimali dell’auto e del conducente servono 120 metri, in condizioni precarie del solo automobilista si possono anche raddoppiare queste distanze, così come, in condizioni ottimali, viaggiando a 50 orari occorrono quasi 30 metri per arrestare l’auto.

    Insomma, guidare con prudenza è anche guidare con intelligenza che si traduce nel modulare la velocità alle mutate condizioni del traffico e dello stato generale di chi conduce il mezzo, senza alcuna vergogna se si sceglie di fermarsi per riposare, visto che, fino a prova contraria, non c’è alcun premio alla resistenza da ritirare una volta giunti alla meta.

    Semplice a dirsi….. ma quanti si attengono a questi sacrosanti principi?