Viaggiare con bambini in auto: 10 consigli per evitare problemi

Viaggiare con bambini in auto: 10 consigli per evitare problemi
da in Consigli e Guide, Viaggi in auto
Ultimo aggiornamento: Martedì 28/06/2016 20:49

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    Viaggiare con i bambini in auto, specialmente per lunghi percorsi, necessita particolari accorgimenti. Due sono i criteri fondamentali di cui i genitori devono tenere conto: sicurezza e comfort. Per chi si appresta a partire per le vacanze, elenchiamo 10 consigli per rendere il viaggio dei piccoli (e quindi anche dei grandi) più agevole. Alcuni di questi sono talmente ovvi da suonare perfino offensivi; ma allora perché ancora oggi si continuano a vedere in macchina comportamenti palesemente contrari al buon senso? Leggere non fa mai male.

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    Questa è una decisione che si prende molto prima delle vacanze, ma è bene riflettere. La sicurezza del bambino deve arrivare prima di qualsiasi altra considerazione. Quindi sarebbe consigliabile acquistare una vettura che offra le migliori caratteristiche di protezione per i bambini. E’ utile consultare il sito web di EuroNcap (www.euroncap.com), l’ente europeo che collauda la sicurezza dei veicoli, e scegliere un veicolo che abbia riportato cinque stelle nella sezione protezione dei bambini. Se la situazione economica non consente di acquistare un’auto adatta, allora è opportuno considerare l’uso di treni o aerei. Alla peggio, restare a casa. Meglio un bambino annoiato che morto. La pericolosità delle strade non va mai sottovalutata.

    Tenere un bambino piccolo in braccio, magari anche sul sedile anteriore, è qualcosa di simile al tentato omicidio. Se poi l’adulto non indossa nemmeno la cintura (accade più spesso di quanto si pensi), le pattuglie dovrebbero intervenire con l’arresto. Quando si frena, tutto il peso della vettura e dei suoi occupanti viene proiettato in avanti. Maggiore è la velocità, maggiore sarà la forza con cui tutto viene spinto. Quindi in una frenata improvvisa, anche a bassa velocità, a meno di non avere i riflessi di Vettel e la forza di Schwarzenegger, è improbabile che le braccia dell’adulto riescano ad impedire che il bambino venga scaraventato contro la plancia. Se poi la cintura non è allacciata, il piccolo verrà sfracellato dalla plancia e anche schiacciato dal peso dell’adulto che gli arriva addosso da dietro. E l’airbag diventa irrilevante: se entra in azione, allora il bambino verrà semplicemente soffocato dal cuscino che si gonfia, proprio perché schiacciato dal peso dell’adulto. Terrorismo? Non proprio. Come si spiega che in seguito ad incidenti stradali ogni anno in Italia restano feriti 11.000 bambini fino a 14 anni, 150 dei quali poi muoiono? E che nella maggior parte dei casi questi bambini sono morti perché non erano correttamente ancorati al sedile?

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    A seconda del peso e dell’altezza del bambino, si deve usare il seggiolino adatto. E’ meglio scegliere marca e modello consigliati dal costruttore dell’automobile per quello specifico tipo di vettura. La legge obbliga l’uso del seggiolino fino a quando il bambino non raggiunge la statura di 1,5 metri. Da quel momento può usare direttamente il sedile. Fino a 12 anni è obbligatorio viaggiare sul sedile posteriore. Le cosiddette “navicelle” (gruppo di omologazione 0), culle imbottite da fissare con le cinture del veicolo e in cui il piccolo viaggia sdraiato, sono utili solo nei primi mesi di vita. Dopo serve il seggiolino vero. Fino a 13 Kg, corrispondenti a circa 24 mesi di età, Servono i seggiolini di gruppo 0+. Possono essere montati sul sedile anteriore, ma solo in direzione contraria al senso di marcia, ed esclusivamente dopo aver disattivato l’airbag. Se si monta sul sedile posteriore, è meglio anche qui montarlo al contrario del senso di marcia (quindi col bambino che guarda verso il lunotto). Questo perché in caso di frenata o di urto, l’energia cinetica viene scaricata sulla schiena e non sui muscoli del collo, estremamente deboli nei primi mesi. Da 9 a 18 Kg, quindi da 9 mesi a 4 anni, si può passare al seggiolino di gruppo 1 e montarlo sul sedile posteriore nel senso di marcia. Ma se il bambino è ancora di statura e peso bassi, è meglio montarlo ancora in senso contrario. Da 15 Kg e 3 anni fino a 25 Kg e 6 anni, si deve passare al gruppo 2: si tratta di un cuscino rigido, una specie di rialzo che permette di usare le cinture del veicolo. Successivamente e fino a 26 Kg e 12 anni, ci sono i cuscini di gruppo 3.

    Ne soffrono molti adulti, figuriamoci i bambini. Non partire a stomaco vuoto e nemmeno abbuffare il piccolo, ma consumare un pasto leggero. Fermarsi ogni due o tre ore e scendere, l’aria è efficace contro il senso di nausea. Approfittarne anche per un piccolo spuntino, meglio di biscotti secchi. Evitare liquidi troppo acidi e gassati. Se dorme, meglio, perché i sintomi spariscono.

    A parte il mal d’auto, fermarsi di frequente è utile anche per rompere la monotonia, provvedere al cambio del pannolino (mai farlo durante la marcia) o accompagnarlo in bagno, allattamento o biberon (anche qui, mai farlo in marcia, significherebbe prendere il bambino in braccio, con tutti i rischi descritti in precedenza); fargli anche mangiare, ma solo un piccolo spuntino.

    Se i genitori sono due, chi fa da passeggero può tenere impegnata la mente del bambino, in modo che non si concentri sui disagi: parlargli e farlo giocare è la tattica migliore. Se non è troppo piccolo, può essere utile acquistare un apposito tavolinetto che si fissa al seggiolino, così il bambino potrà usare matite e pennarelli o sfogliare un libro. Se invece l’unico adulto è il guidatore, si potrebbe dare al piccolo un piccolo lettore Dvd per un film. Ma se soffre il mal d’auto, è meglio parlargli (facendo attenzione a non distrarsi dalla guida).

    In caso di viaggi molto lunghi, è utile caricare un piccolo thermos alimentato dalla presa accendisigari per acqua e piccoli snack leggeri. Se davanti non c’è spazio, si può collocare nel bagagliaio. Un motivo in più per fare in una sosta. Attenzione: in autostrada mai fermarsi sulla corsia d’emergenza, il pericolo è mortale. E, dato che abbiamo bambini in macchina, è meglio evitare anche le piazzole di sosta. Fermarsi solo nelle stazioni di servizio. Se ci si trova sulle statali, per lo stesso motivo, mai accostare sul ciglio della strada. Arrivare in un paese e fermarsi ad un parcheggio.

    Quando sono un po’ più grandi, possiamo sfruttare i bambini per affidare loro il compito di navigatori: in mano le note del viaggio, una mappa (magari cartacea, così li impegna di più e scoprono che esiste anche un modo al di fuori di smartphone e tablet) ed ecco che saranno loro a guidarci. Non potranno essere peggiori di certi Gps di basso prezzo.

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    L’aria condizionata è fondamentale: non usarla in uno spazio ristretto come quello dell’auto significa andare incontro a problemi seri: il caldo dilata i vasi sanguigni, di conseguenza la pressione arteriosa si abbassa. Troppo caldo, pressione troppo bassa, collasso. Anche se si è giovani e sani. Se poi viene al guidatore, tutta la famiglia si trasforma in una notizia di cronaca nera. Se si “sente freddo” per l’aria condizionata, è cosa intelligente vestirsi con criterio. Il bambino soffre il caldo come e più degli adulti. Tuttavia non si deve esagerare con la temperatura bassa. Importante per i bambini installare una buona tendina parasole, perché loro sono molto più sensibili degli adulti agli effetti dei raggi solari.

    Posto che in questo caso il guidatore deve prepararsi in modo particolarmente corretto, compiere la maggior parte del viaggio di notte significa che il bambino dormirà per gran parte del tempo, eliminando tutti i problemi connessi. E la temperatura è più bassa.

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