
Continuano le polemiche per i maxi richiami che hanno riguardato in special modo i marchi giapponesi, “targati” Toyota in primis, quasi sette milioni di vetture richiamate in officina e che hanno coinvolto anche Honda e che hanno fatto più scalpore in assoluto, ma non sono mancati anche altri marchi importanti come il franco-nipponico Nissan che ha già predisposto un rientro in officina per la Qashqai, ad essere interessati in questo caso sono 55 mila esemplari che presentano anch’essi problematiche annesse al pedale dell’acceleratore, all’ABS e difetti anche molto gravi allo sterzo.

Continua la presa di posizione degli automobilisti italiani spalleggiati dalle Associazioni dei Consumatori le quali asseriscono ancora una volta di come sia divenuto sempre più difficile a causa delle tariffe RC Auto che non accennano a diminuire, i carburanti, le riparazioni, i costi di gestione dell’auto e quant’altro, utilizzare l’auto. Lo conferma Federconsumatori la quale avverte che nel 2010, per restare solamente nell’ambito assicurativo, i rincari saranno nell’ordine del 15% e poiché si devono sommare con quelli già avvenuti negli anni passati.

Possedere un’auto costa, fra benzina, bollo, assicurazione, pedaggi, manutenzione e via di seguito, laddove si facesse un uso molto modesto della vettura converrebbe non possedere per nulla l’auto. Meglio dunque ricorrere ai mezzi pubblici e per chi può disporre di migliori mezzi economici perché non prevedere anche i taxi, più o meno sempre a disposizione quando servono, vi portano nel posto desiderato e così non si corre nemmeno il problema dei parcheggi e dello stress di guida in città.

Si continua a parlare dei prezzi esorbitanti dei carburanti in Italia, una condizione questa che pare insuperabile, chissà, fino a quando non sostituiremo gli attuali sistemi per far marciare le auto con energia di tipo alternativo, ma finchè le cose staranno così e non riusciremo ad affrancarci dal petrolio dovremo subire le speculazioni di quanti con benzina e gasolio ci fanno pingui affari tutti i giorni, ma per lo meno, speriamo di limitare i danni nei confronti dei consumatori; si, ottima idea, ma come praticare tutto ciò?

Probabilmente, almeno stando dietro alle parole del ministro Scajola e su richiesta in primis dell’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne, gli incentivi auto verranno prorogati di un anno dopo il 31 dicembre 2009, un provvedimento importante questo che ridarebbe linfa ad un settore che proprio grazie agli interventi governativi ha ripreso a vivere. Si tratta però da parte delle Case automobilistiche adesso di dimostrare di detenere quelle garanzie di trasparenza nei confronti dei consumatori affinché esse per prima meritino tanta attenzione da parte dei Governi da fatto impegnati a sorreggere i colossi del settore automotive.

Non si può assistere impotenti alla chiusura delle agenzie di assicurazioni soprattutto in quelle aree al sud del Paese, come denunciato da Adiconsum, che paventano un rischio proprio laddove il fenomeno assume proporzioni ancora più gigantesche come le aree del Mezzogiorno più attanagliate dalla criminalità con la conseguenza di assistere ad un fenomeno dilagante consistente nel fatto di assistere ad un numero maggiore di cittadini che circola senza copertura assicurativa e non solo, che dire della constatazione dell’appropriazione sempre da parte delle malavita di aree abbandonate dalle Compagnie di Assicurazione.

Persino le banche hanno rimodulato, sicuramente sollecitati dalle Associazioni dei Consumatori e dal Governo, i tassi ed il rimborso dei mutui prevedendo rientri adattati alle possibilità economiche contingenti dei propri clienti, ma perché la stessa cosa non è avvenuta in un altro settore economico di altrettanto pari importanza come quello bancario.

Che c’azzeccherà l’auto con la Frecciarossa, il treno ad alta velocità da poco inaugurato da Trenitalia e che proprio l’altro ieri ha visto un’altra inaugurazione, quella riguardante la tratta Torino-Milano. Se paragoni le Associazioni dei Consumatori hanno fatto è perché s’è voluto assistere alla differenza di costi fra l’auto, il treno Frecciarossa nel tratto coperto Torino-Milano ed eventualmente l’aereo, per un tratto più lungo, ovvero, Torino Roma.

Sembrava che il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, seguito dal sindaco meneghino, Letizia Moratti e dal presidente della Provincia se lo sentivano che di lì a poco sarebbero incorsi in un provvedimento della Magistratura sollecitata da un esposto del Codacons, per non essersi prodigati in maniera adeguata a tenere sotto controllo i limiti di Pm.10, all’interno del territorio lombardo.

Da un lato disponiamo oggi di auto quanto più perfezionate possibile in ambito alla sicurezza stradale, con poggiatesta attivi, airbag e via di seguito, dall’altro assistiamo ad un numero abnorme di denunce da parte di tanti, troppi assicurati, pronti a sostenere che anche dietro a modestissimi sinistri per lo più da città, con danni ai mezzi subiti davvero risibili, ci sia un danno al rachide cervicale di proporzioni tali da mettere in piedi tutto un contenzioso con la Compagnia di Assicurazione.

In fibrillazione le Associazioni dei Consumatori di fronte ad una incredibile evidenza, la differenza fra la compagnia petrolifera più cara e quella meno cara è infinitesimale, per quanto riguarda la benzina, infatti, tale differenziale è di soli quattro millesimi di euro, mentre per il gasolio è di appena tre millesimi di euro.