
Secondo i dati raccolti dal mensile Quattroruote, le case automobilistiche non si arrenderanno di fronte al no del governo agli incentivi auto 2010. La domanda subirà un crollo? Non con le dovute precauzioni. Tutti i brand si dimostrano preparati al peggio e sciorinano una carrellata di promozioni e sconti, di ogni genere. Insomma, incentivi fai-da-te, in mancanza di quelli governativi. Le offerte non si riferiscono solo al prezzo di listino ma coinvolgono altre condizioni d’acquisto, come la garanzia e l’assistenza.

In Gran Bretagna la pensano diversamente da Scajola e compagnia. Il governo britannico elargirà a partire dal 2011 aiuti finanziari agli automobilisti più attenti all’ambiente: fino a 5.000 sterline (quasi 6.000 euro) di incentivi auto per l’acquisto di un’auto elettrica, per una copertura pari al 25% del prezzo di listino.
Parliamo, ovviamente, della tipologia di auto attualmente più ecologica ed economica a lungo termine, soprattutto a fronte di incentivi come quelli inglesi.

Si continua a parlare di incentivi statali e stavolta per porsi una domanda quanto mai d’attualità; possiamo immaginare un anno senza incentivi nel bel mezzo di una crisi dell’auto che è ben lungi dall’essere passata? Probabilmente no, se si pensa che a bocce ferme, quest’anno rispetto allo scorso, in condizioni economiche del Paese del tutto immutate si potrebbe verificare quello che nel 2009 veniva visto come uno spauracchio, ovvero, vendite sotto i due milioni di auto nuove se non si fossero promulgati gli incentivi, fatto che non è avvenuto, per fortuna e lo scorso anno le immatricolazioni hanno quasi raggiunto i due milioni e 200 mila vetture.

E così alla fine ci siamo liberati degli incentivi statali e questo quando in altri Stati europei sono stati confermati anche per il 2010 e questo mentre si diceva l’anno scorso che l’Italia da sola non poteva promulgare incentivi senza l’avallo dell’Europa e questo quando ci si avvede di come sia disomogeneo il programma di aiuti per l’auto nei diversi Paesi della Ue ed al contempo si assiste ad un divario di vendite così disomogeneo fra uno Stato ed un altro. La situazione è che in Italia i 500 milioni che dovevano essere destinati agli incentivi statali per l’acquisto di auto in Italia è stato dirottato altrove.

Insomma, alla fine è stato ufficializzato. Non ci sarà nessun incentivo, nessun “aiutino” fiscale. Chi aspettava impaziente il sì del governo per poter correre dal concessionario, resterà amaramente deluso. Le case automobilistiche lo sapevano già, ma anche noi in fin dei conti ce lo aspettavamo. Abbiamo preferito sperare, aiutare i disperati a lanciare i loro appelli, ma alla fine non c’è stato verso. Il governo non crede che gli incentivi auto 2010 possano risollevare il mercato, anzi, lo debiliteranno ancora per un altro anno, fin quasi ad atrofizzarlo.

Da un lato ci sarebbe di che sperare bene riguardo alle vendite auto per l’anno in corso, in effetti il risveglio c’è stato eccome, non sarebbe potuto che essere che così di fonte ai dati che parlano di un aumento di quasi il 13%; tuttavia si corre anche il rischio di viziare il dato se non si tiene conto di un importante aspetto, ovvero quello che tiene conto del fatto che l’andamento positivo fino adesso dimostrato potrebbe essere influenzato dal fatto che chi voleva acquistare un’auto nuova ha approfittato degli incentivi 2009, anche se poi nei fatti l’auto gli è stata immatricolata i primi giorni del 2010 .

L’UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, di fronte alla reticenza del governo in merito agli incentivi auto 2010, ha deciso di agire senza intermediari. Dopo aver paventato più volte l’apocalisse del settore automobilistico, i brand esteri hanno deciso di rivolgersi direttamente a chi di dovere. Con una lettera aperta a Silvio Berlusconi in persona, il Presidente dell’UNRAE Loris Casadei ha espresso il suo disappunto per aver assistito a un’ingiusta discriminazione.

Forse gli incentivi non saranno rinnovati. Il governo è sempre più reticente; non solo non da certezze, ma si allontana sempre di più dall’obiettivo. A noi consumatori avrebbero fatto comodo altri aiuti fiscali, soprattutto peracquistare le auto ecologiche con la scusa di rottamare le vecchie ciminiere. Ma il discorso non si ferma ai nostri “piccoli” acquisti, bensì si fa più ampio.
Da una parte c’è il governo, che accusa l’impianto di agevolazione fiscale di aver contaminato il mercato, ormai incapace di andare avanti senza la sua “droga”.

Ecco le ultime notizie sugli incentivi auto 2010. Siamo a febbraio inoltrato ormai, e il governo non si decide a varare i nuovi provvedimenti.
Consumatori e case automobilistiche sperano nel rinnovo completo del pacchetto 2009, ma altre voci vanno controcorrente, appellandosi alla necessità di restituire l’autonomia che rende sana una moderna economia di mercato.
Oggi arrivano dal governo le news che aspettavamo, sebbene la bozza che illustreremo non corrisponda ancora a certezza normativa.

Ecco una proposta proveniente dalla Germania. Anzichè spendere tanti soldi in incentivi auto, per il 2010 si potrebbe trovare qualche scorciatoia. Come questa: permettere agli automobilisti di acquistare un’auto ecologica senza immatricolarla. Ci spieghiamo meglio. Utilizzando la stessa targa della vecchia auto, si potrebbero pagare le spese di una sola auto, come polizza e bollo. Questo, solamente se il secondo acquisto rientra nella categoria delle auto a basse emissioni nocive.

Gli incentivi continuano a farsi aspettare. I dati sul mercato auto tradiscono gli affetti benefici degli aiuti finanziari 2009, con un volume di immatricolazioni superiore a quello registrato nello stesso periodo, un anno fa.
Ma attenzione, ammoniscono gli analisti del settore.
La ripresa è solo apparente; le immatricolazioni effettuate nel mese di gennaio si riferiscono a ordini inevasi anteriori al 31 dicembre 2009. Il mercato auto in realtà non si è affatto rialzato, anzi.

C’è chi annette un’importanza determinante all’alleanza avvenuta in tempi moderni di Fiat con Chrysler ritenuta il primum movens di tutte le altre unioni che si sono via, via, avvicendate da quando il patron della Casa torinese, Sergio Marchionne, ha inteso intraprendere la via sulla rotta dell’America. Ebbene, a guardare i fatti, questo signor ” qualcuno” che annette tanta rilevanza all’accordo di Fiat con Chrysler forse non ha per niente torto se si guarda a tutte le altre alleanze che nel mondo si sono verificate dalla Fiat in poi.

Grandi novità in casa Opel. Visto il successo della Corsa GPL arriva in concessionario anche la Opel Agila GPL. Il nuovo motore a gas si affianca a tutti gli altri modelli equipaggiati con il propulsore GPL Tech Opel: nella gamma campeggiano a testa alta Corsa 1.2 da 80 cavalli, Meriva 1.4 90 cavalli, Astra 5 porte 1.4 90 cavalla, Astra station wagon 1.6 115 da cavalli e infine Opel Zafira 1.8 da 140 cavalli. La piccola del segmento A sarà disponibile sia con il propulsore 1,0 litro 12 valvole da 65 cavalli che con il 1,2 litri 16 valvole da 86 cavalli.

Ecco un’altro marchio che si fa avanti al posto del governo, Hyundai. In attesa di un soddisfacente decreto sviluppo le case automobilistiche decidono di prolungare di loro sponte gli incentivi auto 2009, consapevoli della risposta ottimistica dei consumatori. Nel 2009 sono stati loro a salvare l’industria delle quattro ruote. Tuttora il governo è positivamente rivolto a una proroga sostanziale degli aiuti fiscali, anche se l’idea è quella di ridurli progressivamente a partire dal 2010. “Il mercato deve camminare con le proprie gambe” continuano a ripetere i leader politici europei.